Dipendenze patologiche: che fare?

I dati sulle dipendenze patologiche in Italia indicano purtroppo una tendenza generale all’aumento, non solo nelle grandi città ma anche nei piccoli comuni italiani, con una crescente complessità clinica che riguarda sia le dipendenze da sostanze (alcol, droghe, farmaci) che quelle comportamentali (gioco d’azzardo, internet/social). Le dipendenze si intrecciano con disagi mentali, rendendo la cura più complessa e richiedendo un approccio integrato.

In questo quadro, sempre più persone ci chiedono se l’Amministrazione di Sostegno possa essere d’aiuto per sostenere chi ha dipendenze patologiche come la ludopatia, l’alcolismo o la dipendenza da sostanze.

Cosa si intende per dipendenze patologiche?

Le dipendenze patologiche sono condizioni in cui una persona perde progressivamente il controllo sull’uso di una sostanza (alcol, droghe, farmaci) o su un comportamento (gioco d’azzardo, uso compulsivo di tecnologie, ecc.).
Sono considerate vere e proprie malattie croniche che coinvolgono dimensioni biologiche, psicologiche e sociali e possono compromettere la capacità di prendere decisioni consapevoli, come la gestione del denaro e del patrimonio, la cura della propria salute, i rapporti familiari e lavorativi.

 

Perché le dipendenze possono richiedere un Amministratore di Sostegno?

Quando la dipendenza porta la persona a non essere più in grado di tutelare se stessa, l’amministrazione di sostegno può diventare un aiuto importante.
Può servire, ad esempio, per gestire le risorse economiche, evitando spese compulsive o rischi gravi (es. gioco d’azzardo); può supportare l’accesso ai servizi sanitari e sociali (SerD, percorsi terapeutici, comunità); può proteggere il patrimonio e gli interessi della persona e della sua famiglia; può garantire una relazione di aiuto continuativa, non sostitutiva, che mantenga per il beneficiario tutte le autonomie possibili.

 

Quindi, che relazione c’è fra amministrazione di sostegno e dipendenze patologiche?

L’amministrazione di sostegno ha l’obiettivo di tutelare persone che, a causa di una fragilità fisica, psichica o sociale, non riescono a gestire in autonomia alcuni aspetti della propria vita: come ricordiamo spesso, l’Amministratore di Sostegno non sostituisce completamente la persona amministrata, ma garantisce un supporto “su misura”, limitato agli atti davvero necessari. Inoltre, questo ruolo di affiancamento può essere temporaneo ed è revocabile non appena le condizioni dell’amministrato cambiano e la sua autonomia torna a salire.

Nell’ambito delle dipendenze patologiche l’Amministratore di Sostegno opera quindi come figura di equilibrio: da un lato tutela la persona dalla vulnerabilità creata dalla sua dipendenza, dall’altro rispetta la sua autodeterminazione, evitando interventi invasivi, stigmatizzanti e definitivi.

Per questo percorso però è necessario, se non fondamentale, un lavoro di rete tra servizi sanitari, sociali, famiglie, enti del Terzo Settore e Tribunale, affinché l’amministrazione di sostegno diventi parte di un progetto di cura più ampio e possa dare il maggior sollievo e il miglior futuro possibile alla persona con dipendenze e ai suoi familiari.

Qual è il vantaggio più frequente di un’amministrazione di sostegno in casi come questi?

La conseguenza più frequente di un’amministrazione di sostegno temporanea, in casi di dipendenze patologiche, è evitare il grave indebitamento sia della persona con dipendenze che della sua famiglia. Un Amministratore di Sostegno che gestisca gli atti di ordinaria amministrazione (pagamenti, gestione del conto) e di straordinaria amministrazione (come la vendita di immobili, sempre previa autorizzazione del Giudice) rappresentare una forma di tutela per la salvaguardia del denaro e del patrimonio di una persona con dipendenze. 

Leggi l’articolo dedicato “Indebitamento e amministrazione di sostegno”