Indebitamento e amministrazione di sostegno

Nelle persone con dipendenze patologiche (alcol, droghe, gioco d’azzardo, shopping compulsivo) o con disturbi psichiatrici, la compromissione della capacità di fare scelte economiche consapevoli porta spesso insorgere di un’ulteriore problematica, che aggrava la situazione già compromessa: l’indebitamento. 

La persona, che non è in grado di prendere decisioni lucidamente, accumula debiti che col tempo diventano insostenibili, compromettendo la stabilità economica personale e familiare e spesso generando altri gravi problemi a cascata.

Quali soluzioni si possono adottare in questi casi?

L’amministrazione di sostegno può diventare uno strumento fondamentale per proteggere la persona e la sua famiglia, per il tempo necessario, mettere ordine nella situazione economico-amministrativa e rappresenatre una vera e propria ancora di salvezza.

  1. Perché dipendenze e disturbi psichiatrici favoriscono l’indebitamento?

Le persone che vivono queste condizioni possono avere impulsi incontrollati nelle spese (es. gioco d’azzardo, acquisti compulsivi); questo conduce a non riuscire più a gestire in maniera corretta il proprio denaro. Spesso si sottovalutano contratti, abbonamenti e finanziamenti. È facile esporsi a truffe, raggiri o prestiti informali. Si accumulano bollette non pagate, affitti, multe, debiti sanitari. Si perdono la capacità di valutare rischi e priorità.

 

  1. Che ruolo può avere l’Amministratore di Sostegno nella gestione dell’indebitamento? 

L’Amministratore di Sostegno può intervenire per limitare i danni, ricostruire una gestione minima e ridurre l’esposizione ai rischi. 

Può svolgere numerose e importanti funzioni, purché sempre e solo previste nel decreto del giudice: gestire le entrate di denaro, la pensione e i redditi, effettuare i pagamenti dell’affitto, delle bollette e delle spese sanitarie; potrebbe anche essere d’aiuto nella prevenzione di spese compulsive.

L’Amministratore di Sostegno potrebbe essere d’aiuto anche per proteggere il beneficiario da contratti o atti rischiosi: può essere incaricato dal giudice di firmare o validare contratti economici, impedire l’accensione di nuovi finanziamenti, controllare carte di credito, conti correnti, strumenti di pagamento.

In merito al rapporto con creditori, banche e fornitori, l’Amministratore di Sostegno può contattare i creditori e negoziare rientri sostenibili, chiedere piani di rateizzazione ed evitare procedure esecutive.

L’Amministratore di Sostegno potrebbe avere un ruolo fondamentale nella messa in trasparenza della situazione debitoria, ricostruendo l’elenco dei debiti, verificando i solleciti, le cartelle esattoriali, le multe, gli interessi, evitando così problemi legali legati a omissioni inconsapevoli.

L’Amministratore di Sostegno potrebbe inoltre essere d’aiuto per avviare percorsi di tutela economica, richiedendo misure di sostegno al reddito, contributi sociali, agevolazioni tariffarie, supporto dei servizi sociali o dei CAF.

 

  1. Quali sono i limiti dell’Amministratore di Sostegno in presenza di indebitamento?

È fondamentale chiarire che l’Amministratore di Sostegno non può fare tutto, per non generare aspettative di soluzioni irrealistiche. 

L’Amministratore di Sostegno non può azzerare debiti o bloccare legalmente i creditori: la cancellazione del debito può avvenire solo tramite accordi con i creditori attraverso procedure di legge (es. composizione della crisi da sovraindebitamento).

L’Amministratore di Sostegno non può impedire alla persona di fare spese non autorizzate: se l’amministrato mantiene capacità di agire per determinati atti, può comunque giocare d’azzardo, spendere denaro contante, e contrarre così debiti di fatto.

L’Amministratore di Sostegno non può sostituire interventi terapeutici o riabilitativi, che sono invece in carico al SerD o ai servizi di salute mentale, e senza i quali l’amministrazione rischia di essere inefficace.

Infine, l’Amministratore di Sostegno non può controllare la persona 24 ore su 24: il suo ruolo non è di sorveglianza, ma di tutela amministrativa.

 

  1. Cosa è fondamentale per un’Amministrazione di Sostegno efficace?

La gestione dell’indebitamento richiede un lavoro di rete.

L’Amministratore di Sostegno deve essere sostenuto e avere la collaborazione dei servizi sociali (per contributi e monitoraggio), del SerD e CSM (per trattare la causa primaria del comportamento disfunzionale), eventualmente dei CAF / patronati (per prestazioni e diritti economici) e, se presenti, anche degli sportelli anti-usura o sovraindebitamento. Inoltre, è fondamentale la collaborazione della famiglia e del caregiver se diverso dall’Amministratore di Sostegno. 

Associazioni di volontariato ed ETS che lavorano sulla vulnerabilità economica devono essere coinvolti (a Reggio Emilia ad esempio,la Coop Soc. Papa Giovanni XXIII).

Perché l’indebitamento non è un problema solo economico: è un indicatore di fragilità profonda, che richiede un intervento integrato.