La rete che sostiene l’Amministratore di Sostegno

L’Amministratore di Sostegno, come sappiamo, è la figura nominata dal Giudice Tutelare che svolge un ruolo di ascolto, affiancamento e sostegno nei confronti di una persona in condizioni di fragilità fisica, psichica o cognitiva. Il suo compito, quindi, è ben chiaro: l’Amministratore non sostituisce, ma affianca la persona fragile. Si occupa di alcuni aspetti della sua vita quotidiana, nel rispetto delle sue volontà e della sua dignità. Rappresenta quindi una figura centrale per la tutela di una persona non autonoma, ma il suo ruolo può essere molto faticoso perché richiede presenza, ascolto, pazienza, attenzione.

C’è perciò una domanda che bisogna assolutamente porsi.

 

Chi ascolta, affianca e sostiene, a sua volta, l’Amministratore di Sostegno?

L’Amministratore di Sostegno, proprio perché svolge un ruolo importante, non deve essere lasciato solo. L’Amministratore di Sostegno deve agire dentro un sistema integrato di servizi, relazioni e competenze: la cura infatti è un lavoro di rete. 

 

La rete territoriale alleata dell’Amministratore di Sostegno 

Quando si parla di “rete” si fa riferimento a un filo connettore invisibile che unisce molto attori diversi, che insieme devono collaborare per sostenere l’Amministratore di Sostegno: 

  • Servizi Sociali 
  • Servizi sanitari e medici di base 
  • Associazioni e volontariato (esempio: Sportello NON + SOLI)
  • Giudice Tutelare 
  • Familiari e persone di riferimento 

Questa rete è fondamentale perché permette all’Amministratore di Sostegno di agire con maggiore serenità, sicurezza, supporto e consapevolezza. 

 

Quando questa rete di supporto diventa indispensabile?

Anche l’Amministratore di Sostegno più preparato e competente si troverà prima o poi davanti a scelte complesse: decisioni sanitarie delicate, dubbi su procedure come istanze o rendiconti, conflitti familiari da gestire, momenti di incertezza nella relazione con il beneficiario amministrato. 

In questi casi, avere qualcuno con cui confrontarsi e a cui chiedere supporto farà la differenza. 

La rete del territorio serve proprio per ascoltare, sostenere e aiutare l’Amministratore di Sostegno e quindi, di conseguenza, garantire la miglior tutela per il suo beneficiario. Attivare questa rete sin dal primo giorno significa garantire nel lungo periodo decisioni più consapevoli, relazioni più serene, percorsi più chiari. Significa riconoscere che la cura è un gesto collettivo, non individuale.

L’Amministratore di Sostegno non è mai solo: la rete c’è, e funziona, quando viene attivata.

 

Lo sportello NON + SOLI fa parte di questa rete

Lo sportello gestito dai volontari NON+SOLI rappresenta una forma concreta di ascolto, orientamento e supporto per chi svolge il ruolo di Amministratore di sostegno. Chiedere consiglio e aiuto è un atto di responsabilità, non di debolezza o incapacità. Significa riconoscere che il ruolo di Amministratore di Sostegno può diventare pesante in alcuni momenti della vita, può togliere serenità e generare confusione. Gli Sportelli NON + SOLI sono qui proprio per questo e fare riferimento anche a loro è un atto di cura in più nei confronti della persona che si amministra.

La rete di supporto all’Amministratore di Sostegno funziona, ma deve essere attivata, e lo sportello NON+SOLI è può esserne la porta di accesso: uno dei nodi della rete più accessibili e immediati.