05 Dic I Valori dell’Amministrazione di Sostegno
Sentiamo spesso ripetere ai giuristi che una delle chiavi di volta dell’Amministrazione di Sostegno è il passaggio da una concezione paternalistica ad una promozionale, basata, cioè, sul rispetto della dignità e della volontà della persona.
Ma cosa significa questo, concretamente?
L’approccio paternalistico era quello tradizionale: si pensava che la persona fragile non fosse in grado di scegliere per sé; pertanto, le si offriva un aiuto predeterminato, si agiva e di decideva al suo posto e “per il suo bene”, senza ascoltare i suoi sogni privati, ignorando i suoi desideri specifici.
L’approccio promozionale considera invece la persona fragile come protagonista della propria vita: l’accento è sul suo essere comunque “persona”, con obiettivi personali e idee proprie. Compito dell’Amministratore di Sostegno è ascoltarla e cercare il più possibile di rimuovere gli ostacoli che non le permettono di vivere la vita come la vorrebbe.
Ci sono due storie (vere) che ci piace raccontare al riguardo.
La prima è quella di Luciano, un anziano seguito dal Centro di Salute Mentale: Luciano scriveva poesie e il suo più grande desiderio era vederle pubblicate un giorno in un libro, prima di morire. Il suo Amministratore di Sostegno ha chiesto, motivato e ottenuto il permesso dal Giudice Tutelare di sostenere le spese di questa pubblicazione. Dopo mesi di carteggi e trascrizioni, ora Luciano ha il suo libro sotto il braccio, che mostra e regala con fierezza a chiunque lo vada a trovare. Quel libro è la sua eredità, ciò che si sé desidera lasciare su questa terra.
La seconda storia riguarda Mattia, un ragazzo con disabilità amministrato dalla sorella. Mattia si è innamorato della giacca rossa, abbastanza costosa, che indossano i campioni della sua squadra del cuore. L’ha desiderata talmente tanto che la sorella ha chiesto, motivato e ottenuto il permesso dal Giudice Tutelare di poterla acquistare, nonostante fosse troppo cara per il loro stile di vita: ora Mattia la indossa ogni giorno, sentendosi invincibile. La indossa anche di notte, a dire il vero, nel senso che qualche volta ci va anche a dormire. Quella giacca lo rende felice.
Sono spese inutili, quelle che rendono una persona felice? La risposta è no.
Eppure, quelle spese non sarebbero mai state accolte nella visione paternalistica, perché non sono necessarie alla sussistenza delle persone amministrate e qualcuno, con superficialità, avrebbe potuto considerarle “frivole”.
Invece, è anche su queste fatiche che si misura la bravura di un Amministratore di Sostegno: nella sua capacità di ascoltare e distinguere le cose importanti, non per sé, ma per il proprio amministrato, anche se queste a volte possono sembrare bizzarre, irrazionali o non condivisibili. Nel saper fare le giuste eccezioni, all’interno di uno stile di vita che deve garantire sostenibilità e benessere con lungimiranza. Nel rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona: dal punto di vista materiale, ma anche emotivo, sociale e spirituale. Perché, come cita una famosa frase di William Shakespeare “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”.