Come migliorare la reputazione dell’Amministratore di Sostegno

Come migliorare la reputazione dell’Amministratore di Sostegno

Ogni territorio vive immerso in narrazioni che circolano da anni, a volte da generazioni, e si tramandano senza mai essere messe in discussione. Con il tempo, queste storie finiscono per modellare il modo in cui pensiamo a istituzioni, ruoli e figure sociali. Alcune di queste narrazioni, spesso, risultano essere non veritiere: un esempio è proprio la “cattiva reputazione” dell’Amministratore di Sostegno.

 

Cosa si dice “davvero” sull’Amministrazione di Sostegno?

Intorno a questa misura si sono accumulate narrazioni e rappresentazioni che non corrispondono né alla sua natura giuridica né ai suoi valori, ma nemmeno alla realtà dei fatti con cui i nostri volontari ogni giorno hanno a che fare.

In particolare, l’Amministrazione di Sostegno è spesso raccontata come una misura “punitiva”, come una procedura che “rovina le famiglie” o “ti toglie la libertà”. 

Ecco, queste non sono semplici opinioni, ma si definiscono come delle vere e proprie narrazioni culturali, cioè processi collettivi attraverso i quali le persone raccontano e interpretano una realtà. Quando una narrazione è distorta, rischia di generare e diffondere disinformazione, stigmatizzazione, paura e diffidenza. Al tempo stesso, può allontanare le persone da strumenti che potrebbero essere utili e aiutarle nei momenti di bisogno.

 

Il ruolo del progetto NON+SOLI

Il progetto NON + SOLI si inserisce proprio in questo contesto. Non si occupa solo di fornire, coi suoi volontari, aiuto gratuito, sostegno, ascolto e orientamento a chi svolge il ruolo di Amministratore di sostegno, o a chi ha solo bisogno di una consulenza o di una informazione. Ma accanto a questo, ha un obiettivo altrettanto importante, ovvero trasformare il modo in cui la comunità parla dell’Amministrazione di Sostegno: diffondere conoscenze corrette, ridurre gli stereotipi e rendere le persone più consapevoli

Per fare ciò, NON+SOLI utilizza vari strumenti, quali: 

  • 10 sportelli provinciali gratuiti, accessibili a tutti 
  • incontri formativi mensili per cittadini e volontari
  • comunicazione online e offline: sito, newsletter, social, whatsapp, locandine e volantini
  • eventi e incontri pubblici, con famiglie e operatori sociosanitari
  • un lavoro di rete quotidiano con altre associazioni, istituzioni, uffici, servizi e professionisti

 

Qual è l’obiettivo? 

Il fine è quello di diffondere una nuova identità culturale, orientata alla tutela e alla protezione.

L’Amministrazione di Sostegno è: 

  • una tutela giuridica, non una punizione
  • una forma di protezione, supervisionata da un Giudice, non una sottrazione della libertà 
  • una figura in comunicazione con una rete di sostegno più ampia, a cui fa riferimento

 

Quando questa identità inizia a circolare, le persone iniziano a vedere la misura con occhi nuovi, ovvero per ciò che è davvero. Si costruiscono dei nuovi repertori culturali: immagini e significati che permettono alle persone di riconoscere l’Amministrazione di Sostegno come una risorsa e non come una minaccia. 

 

Lavorare sulla cultura del territorio

NON + SOLI non interviene SOLO sulle persone ma anche sulla cultura del territorio. 

Cambiare e trasformare la narrazione, in questo caso dell’Amministratore di Sostegno, ma anche di altre misure o figure sociali/di aiuto, significa rendere la comunità più informata, più consapevole, più empatica e più accogliente. 

Sostienici in questo lavoro culturale: diffondi, con il tuo esempio e le tue relazioni, maggiore consapevolezza sui valori di ascolto e tutela che un Amministratore di Sostegno può rappresentare. I volontari di NON+SOLI sono sempre al tuo fianco.